Pellegrini in Francia sulle tracce dei Dottrinari
I cento anni dalla beatificazione dei martiri dottrinari Claudio Bochot e Eustachio Félix sono stati celebrati dalla Famiglia Dottrinaria con un pellegrinaggio dal 13 al 17 aprile 2026 alla riscoperta della Francia dove nacque la Congregazione di san Cesare de Bus.
Pellegrini da luoghi diversi, per strade diverse: Francia e Tanzania, India e Brasile, Burundi e Italia; accomunati dalla fede e dall’amore per le comunità di provenienza. Noi laici – quattro donne burundesi, una coppia brasiliana, un uomo e una donna di Salerno parenti di padre Santoro e nove torinesi parrocchiani di Gesù Nazareno – ci siamo ritrovati in un mondo nuovo, circondati da sacerdoti con cui ci siamo sentiti “in famiglia”, uniti dallo stesso Spirito e dal carisma di san Cesare.

Ogni giornata è stata scandita da momenti di spiritualità, di fraternità e di gioia e condivisa nel ricordo di san Cesare il cui carisma oggi è anche incarnato da laici che in modi diversi sono legati alla Congregazione.

La chiesa di St. Sulpice a Parigi 
Notre Dame a Parigi
Martedì 14 a Parigi, dopo la visita alla Tour Eiffel e alla restaurata cattedrale di Notre Dame, nella chiesa di St. Joseph des Carmes abbiamo pregato per i tanti martiri massacrati durante la Rivoluzione francese di fine ‘700, uomini che, come i due dottrinari, i servi di Dio Joseph Raoulx e Sebastiano Dubarry, hanno vissuto il coraggio della religiosità, la dignità, la libertà, ma provato anche la paura, la solitudine, la sofferenza fino alla morte come testimonianza di fede, nello spirito dell’offerta di sé accettata con coraggio.

Un momento della celebrazione a St. Joseph des Carmes 
Le reliquie dei martiri della Rivoluzione francese
Poi verso Bouffemont, dove siamo stati accolti da padre Joseph Mpitabavuma e dai sorrisi di una famiglia che ci ha preparato e offerto l’aperitif.
Il giorno seguente, 15 aprile, ci siamo trasferiti prima ad Avignon, nel sole del Midi, dove troneggiano il Palazzo dei Papi e la chiesa gotica di St. Pierre, segni di una storia splendida e drammatica, per poi raggiungere Cavailon.

La celebrazione della solennità di san Cesare nella cattedrale della sua città natale, con il suo splendore dorato, gremita di fedeli, ci ha rafforzato nella fiducia in Dio e nella Congregazione i cui religiosi hanno rinnovato i voti davanti al vescovo di Avignone, mons. François Fonlupt. Durante la messa, tra preghiere e canti in lingue diverse abbiamo vissuto davvero un momento di Chiesa universale.
La cena a buffet offerta dalle comunità parrocchiali di Cavaillon ha riscaldato i cuori di tutti i presenti.
Nella chiesa della Collegiata di Isle-sur-la-Sorgue, luogo di fondazione della Congregazione, il 16 aprile, padre Sergio La Pegna, Superiore Generale dei Dottrinari, ha raccomandato di tenere nel cuore i due vocaboli “testimonianza e insieme” proposti alla nostra riflessione nel corso delle omelie andate dritte al cuore.
Testimonianza nel ricordo di chi ha testimoniato la fede fino all’effusione del sangue, nel seminare la parola come buoni agricoltori e nell’incarnare il carisma di san Cesare che ha chiesto ai suoi sacerdoti e a noi laici di essere un “Catechismo vivente”.
Insieme, tutti nella stessa direzione, per raggiungere la medesima meta, per essere comunità vera, nello Spirito e nella concretezza del quotidiano.

La salita alla cappella di St. Jacques, con l’eremo del fondatore, ci ha fatto vivere il cammino e la fatica necessari alla vita spirituale nel silenzio che aiuta a percepire il creato e la presenza del Signore. Certo ricorderemo le belle messe, celebrate con solenne semplicità, le omelie calzanti e i canti e i balli degli amici burundesi. Dalla collina, attraverso gli occhi del fondatore, il nostro sguardo può spaziare sul mondo e sul domani con speranza rinnovata.
I pellegrini di Gesù Nazareno

