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Un salario grazie a una Ciotola

L’appuntamento di riflessione, digiuno e preghiera “La ciotola di Riso”, organizzato da Yatra on line in collaborazione con i giovani dell’Agesci Torino 6 e del Meg Torino 7 di Gesù Nazareno lo scorso 26 marzo ha permesso di raccogliere offerte per 2.135 euro.

Il laboratorio di ricamo, taglio e cucito César Silai Centre a Ranchi in India

Il laboratorio di ricamo, taglio e cucito César Silai Centre a Ranchi in India

L’importo sarà utilizzato da Yatra per pagare gli stipendi delle donne che lavorano nella sartoria “Cesar Silai Centre” a Ranchi in India, fondata dai Padri Dottrinari vent’anni fa.

Si può sostenere l’attività della sartoria tutto l’anno acquistando gli abiti direttamente su shop.yatraweb.it, oppure lasciando un’offerta utilizzando i canali di Yatra http://yatraweb.it/collaborare/contributi-economici/ o ancora tramite Satispay https://tag.satispay.com/yatra o con bonifico bancario su conto corrente intestato a Associazione Yatra ONLUS IBAN: IT80K0501801000000016789992

 

Noli me tangere, Tiziano Vecellio, National Gellery, Londra

Il sepolcro vuoto trionfo della vita

La vita è più forte della morte

Un anno, è più di un anno che il nostro umano tentativo di allontanare l’idea stessa della morte si è fatto vano. Siamo immersi nella morte – reclusi e lontani tra noi –, impediti persino di essere vicino ai morenti. Anche se sappiamo che si cammina sempre verso una croce, una tomba, siamo come Maddalena, una di quelle che cercano Gesù Crocifisso (Mt 28,5), piangente perché non sa dove è stato posto il suo Signore (Gv 20,13).

Come Maddalena abbiamo Gesù risorto davanti a noi ma siamo incapaci di vederlo, concentrati solo sul nostro dolore; ma la vita è più forte della morte, sconfitta per sempre dalla Resurrezione del Cristo, il Figlio dell’uomo innalzato sulla croce  “perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna” (Gv 3, 14-15).

La gioia è più grande del dolore

Il dolore, la paura per le cose del mondo, persino dell’irruzione di Dio, vivono in noi. Siamo turbati, come Maria di fronte all’Annunciazione, come i pastori nella notte di Natale; ma l’angelo aggiunge sempre ai protagonisti, e speriamo anche a noi: “Non temere”, “non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia” (Lc 2,10).

Dice il Salmo 2: “Ride colui che sta nei cieli” (v. 4), come accadde quel giorno di Pasqua, quando “Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli” (Mt 28,8). È Gesù a farsi garante: “Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia” (Gv 16, 22).

La luce scalda il cuore più della tenebra

Matthias Grünewald, La Resurrezione, Altare di Isenheim, Musée d’Unterlinden, Colmar, Francia

Matthias Grünewald, La Resurrezione, Altare di Isenheim, Musée d’Unterlinden, Colmar, Francia

I grandi pittori da secoli manifestano la presenza di Dio con la luce e così è fin dall’inizio della storia della Salvezza quando “Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre” (Gen1, 4) e il salmista canta “Signoretu dai luce alla mia lampada” (Salmo 18, 29).

Forse, giovane ragazzo o ragazza, anche tu hai vissuto il tremito sottile nelle tenebre, accanto agli amici, in un bosco improvvisamente ostile e stranamente rumoroso; l’accendersi di una torcia e le prime scintille che annunciavano il crepitare del fuoco, rompevano d’incanto il buio, i volti dei fratelli e delle sorelle tornavano subito visibili, il canto usciva liberatorio dalle gole. Simile è l’esperienza del cristiano “perché hai liberato la mia vita dalla morte, i miei piedi dalla caduta, per camminare davanti a Dio nella luce dei viventi” (Salmo 56, 14).

Gesù ci rassicura “Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre” (Gv 12, 46) e allo stesso tempo ci sprona: “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli” (Mt 5, 16).

Siamo chiamati alla luce, come la Chiesa tramite gli apostoli da sempre ci ricorda: “Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa (1 Pietro 2, 9); “Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato” (1 Giovanni 1, 7).

La Pasqua di Cristo continua con noi, per noi, in noi

Gli apostoli in cammino verso Emmaus dopo la crocifissione avevano sperato in Gesù e ora non lo vedevano più. Non sapevano cosa sarebbe successo alla loro comunità e si erano allontanati. In fondo avevano capito che senza di Lui nessuna comunità è possibile.

Lungo la strada incontrano un viandante, non lo riconoscono ma lo ospitano; spezzano con lui il pane e capiscono; immediatamente tornano sui propri passi, la via è di nuovo illuminata.

Chi ama Gesù sa di essere Figlio prediletto del Padre, di camminare nella luce perché i suoi peccati sono perdonati, di non essere solo, anche se abbandonato.

Cristo è risorto, oggi, in mezzo a noi e così è ogni giorno. Buona Pasqua.

 

Padre Ottorino, parroco in Gesù Nazareno, con i Padri Dottrinari

La creazione di Adamo. Michelangelo Buonarroti, Cappella Sistina, Roma

Dio è con noi, buon Natale

Emmanuele, Dio è con noi; la profezia di Isaia (7, 14-17), che Matteo pone all’inizio del suo Vangelo (1, 23), apre le nostre menti e i nostri cuori feriti dal virus che ci ha portato morte e sottratto segni di umanità.

Privi di vicinanza, contatto fisico, amore –percettibile in carezze e sorrisi, in ascolto e comprensione – ci sentiamo sperduti, come Dante in una selva oscura.

Il Bambino che nasce è il segno, l’Emmanuele che Maria prima tra gli umani ha il coraggio di ospitare, il Re che fa intraprendere un lungo viaggio a tre sapienti desiderosi di adorare il Dio incarnato (Mt. 2, 1-2).

Ecco, in questo strano Natale non siamo soli. Dio è con noi: diciamolo a quanti incontriamo, così come nella notte di Pasqua annunciamo “è risorto”.

Non abbiamo paura di manifestare il bene che vogliamo a fratelli e sorelle che camminano al nostro fianco: Emmanuele, Dio è con noi, sempre.

Buon Natale

padre Ottorino con i padri Dottrinari

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Vota Il Mosaico su Il Mio Dono

Il Mio Dono è la piazza virtuale di Unicredit per sostenere le Organizzazioni Non Profit.

IlMioDono.it ti offre la possibilità di:

  • trovare le Organizzazioni che presentano le loro iniziative;
  • scegliere di donare online, ad uno o più progetti, in modo semplice e con la sicurezza garantita da UniCredit;
  • trovare le informazioni per donare, senza commissioni, presso le Filiali UniCredit;

Il Mosaico, l’associazione che offre sostegno scolastico a bambini/e e ragazzi/e a rischio abbandono o in difficoltà con il percorso di studi, ha aderito all’iniziativa di Unicredit, che mette a disposizione 200.000 euro per le organizzazioni del Terzo settore. I soldi verranno ripartiti ripartiti tra le Organizzazioni che avranno ricevuto il maggior numero di preferenze e avranno soddisfatto tutti i requisiti di partecipazione all’iniziativa.

Fino al 31 gennaio 2021 puoi dare il tuo voto per Il Mosaico: sono necessari almeno 150 punti e 5 Donazioni Plus (ciascuna da 10€).

Votare è semplice:

  1. Collegati al sito Il Mio Dono
  2. Seleziona Il Mosaico Torino
  3. Clicca “VOTA QUESTA ORGANIZZAZIONE”
  4. Clicca “VOTA via MAIL o TWITTER”, confermando “esprimo il consenso” e compilando tutti i campi
  5. Per confermare il voto clicca il link all’interno della mail ricevuta
  6. Se dopo aver espresso la tua preferenza doni almeno 10€ (Donazione Plus) il tuo voto si moltiplica e raggiunge un valore di 6 punti.
Via Goffredo Casalis angolo via Duchessa Jolanda 27 dopo il bombardamento nella notte tra il 20 e il 21 novembre 1942 su Torino (Archivio Storico Città di Torino)

La preghiera; e non saremo soli

Intimoriti, preoccupati, sconcertati, malati, affranti. Non ci bastano gli aggettivi per descrivere l’esperienza che stiamo vivendo, spaventati dal cambiamento imposto da un virus.

Via Duchessa Jolanda 28 dopo il bombardamento nella notte tra il 20 e il 21 novembre 1942 su Torino (Archivio Storico Città di Torino)

Via Duchessa Jolanda 28 dopo il bombardamento nella notte tra il 20 e il 21 novembre 1942 su Torino (Archivio Storico Città di Torino)

Chissà come celebrarono la festa di Cristo Re i fratelli e le sorelle che ci hanno preceduto in questo quartiere, nel territorio di questa nostra parrocchia di Gesù Nazareno negli anni tra il 1918 e il 1920, usciti da una guerra mondiale e alle prese con la spagnola; oppure tra il 1940 e il 1945, dapprima sotto le bombe anglo-americane, poi con l’occupazione nazi-fascista, gli orrori e le devastazioni di un conflitto terribile.

Qualcuno tra noi avrà raccolto le testimonianze di genitori e nonni: forse in quelle antiche parole trova conforto nella solitudine odierna.

Oggi celebriamo Cristo Re senza le bandiere in chiesa, i giochi dei bambini e dei ragazzi nel cortile, gli abbracci tra amici sul sagrato. Oggi è difficile anche condividere, dare da mangiare all’affamato, da bere all’assetato, accogliere lo straniero, rivestire l’ignudo, visitare il malato e il carcerato.

Eppure, pur nello sgomento, siamo certi che il Pastore, il Re, è con noi, ci conduce in un luogo sicuro, la morte è annientata, Dio è tutto, in tutti.

Oggi, allora, quando sentiremo suonare le campane della nostra chiesa, fermiamoci e riuniamoci in preghiera. Non saremo più soli.

padre Ottorino Vanzaghi, parroco di Gesù Nazareno

Domenica 22 novembre 2020, Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo.

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Messe, dal 6 settembre nuovo orario delle messe, anche on line

Da domenica 6 settembre le messe domenicali saranno alle 8,30, 10, 11,30 e 18 e si manterranno tutte la precauzioni imposte all’emergenza sanitaria, con ingressi contingentati e uso obbligatorio della mascherina.

La messa delle 11,30 sarà trasmessa in diretta sul sito per consentire una più ampia partecipazione alla comunità parrocchiale, in particolare dei gruppi giovanili e delle famiglie.

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In restauro il quadro di padre Cesare De Bus

Maquillage per il quadro raffigurante padre Cesare De Bus, nella prima cappella a destra della chiesa di Gesù Nazareno.

restauro_debusLa restauratrice, nonché parrocchiana, Alessandra Vione riporterà all’antico splendore sia la cornice in oro zecchino sia la pirografia che raffigura il fondatore dei                  padri Dottrinari, che sarà canonizzato nei prossimi mesi dal Papa.

Per contribuire a sostenere i costi del restauro potete donare sia tramite Satispay sia con bonifico alla parrocchia.

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Gesù Nazareno in festa, De Bus santo

Il beato Cesare De Bus, fondatore della Congregazione dei Padri della Dottrina Cristiana, i Dottrinari, ai quali è affidata la parrocchia di Gesù Nazareno in Torino, sarà proclamato santo.

Il 26 maggio 2020, papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi, presieduta dal cardinale Angelo Becciu, ha promulgato i decreti riguardanti il riconoscimento del miracolo attribuito all’intercessione del Beato padre Cesare.

Nel 2016 a Salerno i padri Dottrinari, presenti in città nella parrocchia Santa Maria dei barbuti e nella chiesa Sacra Famiglia, affidarano all’intercessione del Beato Cesare una giovane, afflitta da meningite con emorragia cerebrale. La ragazza guarì.

Lo ha annunciato alle comunità dottrinarie in quattro continenti padre Sergio La Pegna, superiore generale della Congregazione. «Con gioia vi comunico che ieri pomeriggio il Santo Padre Francesco ha approvato il miracolo avvenuto per intercessione del beato Cesare De Bus, nostro fondatore – scrive padre Sergio – ringraziamo il Signore per questo grande dono che fa alla nostra Famiglia Dottrinaria e alla Chiesa universale. Tenendo conto della situazione attuale di pandemia, informerò quanto prima circa la data della canonizzazione».

padre Cesare De BusIl beato Cesare de Bus, apostolo del catechismo, nacque il 3 febbraio 1544 a Cavaillon (Francia). Nel 1582, venne ordinato sacerdote e iniziò il ministero e l’apostolato catechistico, con un’attenzione particolare ai piccoli e ai poveri, seguendo i Decreti del Concilio di Trento e l’esempio di san Carlo Borromeo. Il 29 settembre 1592 a Isle-sur-Sorgue, fondò la Congregazione dei Padri della Dottrina Cristiana (Dottrinari), per l’insegnamento del catechismo con linguaggio semplice, immediato e familiare, suddividendolo in Dottrina Piccola, rivolta ai bambini, ai poveri e coloro che non conoscevano Gesù Cristo e il Vangelo, e Dottrina Grande, cioè un’ampia spiegazione, accessibile a tutti, delle verità di fede.

Molto provato nella salute da grandi sofferenze fisiche e morali, il 1° aprile 1607 rinunciò al suo incarico di Superiore della Congregazione da lui fondata. Divenuto cieco, continuò a predicare e a confessare. Morì ad Avignone (Francia) il 15 aprile 1607, giorno di Pasqua. Venne beatificato da San Paolo VI il 27 aprile 1975.

Il mattino della Resurrezione, Eugene Burnand

Resurrezione di Gesù, Messa in diretta alle 11

La Pasqua di Cristo porti vita nuova, speranza vera e gioia nel cuore. L’emergenza ci impedisce di vivere la Pasqua nella nostra chiesa parrocchiale di Gesù Nazareno. Il sito ci consente di ritrovarci e di celebrare insieme la messa della Resurrezione.

Ecco gli appuntamenti con celebrazioni e preghiere in diretta.

Domenica di Pasqua, 12 aprile

Alle 11 Messa della Risurrezione di Gesù.

Alle 14 preghiera di Ora Media e alle 21 Compieta.

Una Pasqua di solidarietà

In questo tempo segnato dall’emergenza Coronavirus la Quaresima e la Pasqua sono  tempo di ascolto della Parola, conversione, sobrietà, preghiera e solidarietà.

Quest’anno la Comunità si è impegnata a sostenere la Missione in India dei padri Dottrinari. La sfida è adottare una classe di studenti, che vivono situazioni di povertà estrema, nelle scuole di Ranchi e Jareya.

Con 16€ al mese si garantiscono a un bambino un piatto di riso, un libro, l’uniforme, il trasporto col pulmino e un insegnante. I dettagli del progetto sulla bacheca in chiesa.

Le restrizioni che la pandemia ha imposto a tutela della salute rende difficile recarci in chiesa, che è aperta ma con orari ridotti.

La carità tuttavia non si ferma, continuate a donare con generosità; potete farlo sul conto corrente Unicredit IBAN IT87 E02008 01118 000004397330 intestato a Parrocchia Gesù Nazareno, via Palmieri 39 – 10138 Torino – CF 97522300017, specificando nella causale Adozioni a Ranchi.

Settimana santa in preghiera

Durante questa Settimana santa, chiusi tra le pareti domestiche, abbiamo ripercorso il Vangelo di Matteo, che caratterizza questo anno liturgico, per pregare con Gesù.

Gesù ci insegna Come pregare, ci rassicura che La preghiera è efficace, ci garantisce sulla Forza della preghiera comune, ci invita ad Abbandonarci alla volontà di Dio nella preghiera, perché la preghiera, anche quando appare disperata è Sicura del trionfo finale. Gesù Risorto ci ha lasciato la Sua promessa “io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.

Preghiamo dunque nelle nostre case, con la certezza che per mezzo della grazia della Resurrezione, siamo comunque uniti.

Nelle case di Cit Turin il posto per Gesù

Abbiamo costruito nelle nostre abitazioni uno spazio per Gesù. Trovate qui una raccolta di immagini.

La chiesa resterà aperta solo per la preghiera personale, e con orario ridotto.

Le celebrazioni con Papa Francesco in TV e su internet

Il Papa celebra i Riti della Pasqua all’Altare della Cattedra, nella Basilica di San Pietro, che si possono seguire in diretta su Tv 2000 e via Web su www.vatican.va.

Domenica 12 aprile, alle 11

Domenica di Pasqua, Risurrezione del Signore, Messa del giorno. Alle 12, al termine della Messa il Papa impartirà la Benedizione «Urbi et Orbi».

Le celebrazioni con l’arcivescovo di Torino e Susa, Cesare Nosiglia, su internet

Attraverso il sito www.diocesi.torino.it e dalle pagine social della diocesi si possono seguire in diretta le celebrazioni dell’Arcivescovo.

Domenica 12 aprile, Domenica di Pasqua

Alle 10 Messa a Torino in Cattedrale e alle 17 Messa a Susa in Cattedrale.

Asilo di Jareya

Una Quaresima di 12 mesi: per adottare una classe in India

Quaresima, tempo in cui siamo chiamati a fare esercizio di Carità verso i nostri fratelli e sorelle.

Quest’anno la Comunità di Gesù Nazareno si impegna a garantire gli studi a una classe di bimbi nella missione dei padri Dottrinari in India, nella Little School Stefano & Gaetano a Ranchi e nella Nawa Maskal School a Jareya. Una proposta che travalica la Quaresima, per proiettarsi in tutto l’anno e diventare adulti della carità: vigili, attenti, pronti e generosi.bimbi-danzano-a-jareya

In India ci sono tante scuole: private e statali. Le famiglie con crescente disponibilità economica sono in aumento e molti genitori sono disposti a spendere per l’educazione dei figli.

Così la scuola è diventata businnes e nelle città aprono nuove scuole, che ospitano fino a 80 bambini per classe con rette mensili di migliaia di rupie che arricchiscono i proprietari.

I poveri, però, restano poveri e sono la maggioranza. Benché molti genitori sappiano quanto sia importante garantire ai figli l’istruzione scolastica, molti non ce la fanno a sostenere le rette per la frequenza.

JareyaPer questo i padri Dottrinari continuano a cercare i bimbi più poveri di Jareya e per questo offrono loro la possibilità di andare a scuola: ma è sempre più difficile, i bambini che frequentano sono quasi 1.000 ormai e le spese aumentano.

Per aiutare un papà e mamma a mandare un figlio a scuola servono circa 16,5 € al mese, 198 € all’anno per ogni bambino. In classe ci sono in media di 30 bambini, per ogni classe si affronta una spesa annuale di circa 6.000€ e tra Ranchi e Jareya ci sono 30 classi per un totale di 180.000 euro all’anno.

Con l’impegno di tutta la Comunità durante la Quaresima potremo garantire la scuola a 30 dei bambini di Jareya, una classe, mettendo pian piano da parte quel che può servire a uno di loro in un mese: un piatto di riso, un libro, l’uniforme, il trasporto col pulmino e un insegnante.

Contemporaneamente si possono convincere tante altre persone ad assumersi un’adozione a distanza per un anno: che sarà però comune tra tutti gli alunni della classe, per non fare preferenze e perché si impari a condividere quel che c’è.

I volontari di Jarom raccontano in un breve video come e perché sostenere l’iniziativa.

 

L’associazione Yatra affiancherà la Comunità di Gesù Nazareno con la loro campagna per le adozioni (15€ al mese, 180€ all’anno): chi aderirà riceverà due volte all’anno foto e aggiornamenti sulle scuole di Ranchi e Jarewya.

Una Quaresima che porta i suoi frutti per tutto l’anno, per crescere nella carità: non per 40 giorni, ma per 12 mesi.