Copia della Bibbia di Gutenberg conservata nella Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti

Incontri biblici

Il prossimo appuntamento con gli incontri biblici guidati da padre Giovanni, sarà venerdì 27 maggio alle 21: Maria Santissima nei Vangeli

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Sostieni Il Mosaico

Il Mosaico è l’associazione che offre sostegno scolastico a bambini/e e ragazzi/e a rischio abbandono o in difficoltà con il percorso di studi e corsi di italiano per donne adulte straniere.

Fondato da volontari della parrocchia Gesù Nazareno nel 2003 il Mosaico da allora ha garantito questo servizio fondamentale a centinaia di bambini e bambine, con risultati riconosciuti sia dalle istituzioni cittadine sia da quelle scolastiche.

Durante la pandemia che dal 2021 colpisce il nostro Paese il Mosaico ha, tra l’altro, attivato 10 linee di connessione internet veloce con tecnologia TWA per garantire l’accesso alla didattica a distanza durante i periodi di lockdown o di isolamento forzato a causa del contagio Covid.

Chi potesse contribuire a sostenere le spese a carico del Mosaico per la connessione può versare un contributo sul c/c IBAN IT80T0200801118000105972183 intestato a Il Mosaico ODV indicando la causale “Sostegno allo studio e contrasto all’abbandono scolastico”.

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Festa delle mamme

Domenica 8 maggio, durante la messa delle 10, benedizione di tutte le mamme nel giorno della loro festa.

Dopo la messa, alle 11, appuntamento in piazza Benefica per il tradizionale lancio di palloncini.

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Giocattoli in piazza per beneficenza

Bancarella di libero scambio di giocattoli, libri e fumetti per bambini/e e ragazzi/e tra 4 e 14 anni domenica 8 maggio dalle 10 alle 18 in piazza Benefica.

L’evento “Rigiochiamoci”,  organizzato dall’associazione MontalCit – Insieme per la scuola, in collaborazione con il Comitato Verde Cit Turin, propone ai giovani protagonisti di “vendere” giocattoli e libri in cambio di donazioni da devolvere a ASAI e Mosaico per le loro attività a favore del sostegno allo studio e di contrasto all’abbandono scolastico.

La Nawa Maskal School a Jareya, in una foto di Gianni Oliva

Adottiamo una classe a Jareya

Durante la Quaresima la Comunità di Gesù Nazareno, in collaborazione con l’Associazione Jarom, raccoglierà fondi per adottare una classe della Scuola Nawa Maskal School, “Scuola della Nuova Luce”, nella missione dei Padri Dottrinari a Jareya, 25 km a Sud di Ranchi, capitale del Jharkhand, in India.

Per aiutare un papà e mamma a mandare un figlio a scuola servono circa 16,5 € al mese, 198 € all’anno per ogni bambino. In classe ci sono in media di 30 bambini, per ogni classe si affronta una spesa annuale di circa 6.000€ e tra Ranchi e Jareya ci sono 30 classi per un totale di 180.000 euro all’anno.

Papa Francesco ha sollecitato alla solidarietà e all’amore fraterno citando la lettere ai Galati: Non stanchiamoci di fare il bene; se infatti non desistiamo a suo tempo mieteremo. Poiché dunque ne abbiamo l’occasione, operiamo il bene verso tutti» (Gal 6,9-10a).

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Il Covid ferma gli appuntamenti per i piccoli da 3 a 6 anni

Gli appuntamenti per i piccoli da 3 a 6 anni dalle 10 alle 11 mentre i loro genitori vanno a messa sono sospesi.

La tutela della salute è assolutamente prioritaria e vista la grave situazione di contagi di Covid 19, che nell’ultimo periodo è cresciuta in modo esponenziale, le persone che garantiscono il servizio di catechesi per i bimbi dai 3 ai 6 anni hanno deciso di sospendere gli incontri domenicali sino a quando l’emergenza non sarà rientrata a numeri da zona bianca.

Si spera di poter riprendere gli incontri in primavera o, in alternativa, si cercherà di usare altri canali per raggiungere i bambini e le loro famiglie, per esempio con video chiamate.

Qualsiasi novità sarà tempestivamente comunicata sul sito.

Campane dedicata a padre Cesare nella cattedrale di Cavaillon

Cesare de Bus santo: il rito il 15 maggio 2022

Il 9 novembre la Congregazione delle Cause dei Santi ha comunicato che il rito di canonizzazione di padre Cesare de Bus, fondatore dei Padri Dottrinari, si celebrerà il prossimo 15 maggio 2022.

A Cavaillon città natale di De Bus, sabato 13 novembre alle 16, festa del Santo patrono Véran, monsignor Francois Fonlupt, arcivescovo di Avignone, benedice le tre campane nuove che la Città ha donato alla cattedrale Notre-Dame et Saint-Véran, al centro di un’imponente opera di restauro.

Le tre campane sono intitolate a César de Bus, che proprio a Cavaillon nacque, alla beata Pauline Jaricot e Charles de Foucauld, che con de Bus è stato canonizzato il 3 maggio scorso durante il Concistoro presieduto da papa Francesco.

L’inscrizione in latino sulla campana dedicata a De Bus recita: «Sanctus Caesar De Bus, de aetatis suae ignorantia trepidus ministrum se praebuit iuvenum disciplinae evangelicis adfulgens virtutibus. A prima aetate aequalibus sollicitus, institutioni iuvenibusque inserviit, eosdem studium discendi et summa principia vivendi docuit» (San Cesare De Bus, allarmato dall’ignoranza che permeava la sua epoca, si propose come ministro dei giovani, educandoli alle fulgide virtù della disciplina evangelica. Si prese cura dei suoi contemporanei fin dalla tenera età, con istituti a servizio dei giovani per insegnare loro la ricerca dell’apprendimento e i più alti principi di vita).

La campana, fusa da Azur Carillon di Cavaillon il 18 giugno 2021, pesa 805 chili.

Perché benedire le campane? «Sono legate alla vita di un popolo – dice padre Gian Mario Redaelli, parroco di Cavaillon-Les Vignères et Cheval Blanc –; il loro suono scandisce il tempo della preghiera, riunisce le persone per celebrazioni liturgiche. Le campane avvertono i fedeli delle gioie e dei dolori di ciascuno (battesimi, matrimoni, funerali), ma annunciano anche eventi gravi che toccano la vita della città. Al sentire le campane ricordiamo che siamo una famiglia».

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Natale, la lettera dell’arcivescovo

Oggi è nato per noi un salvatore. Così l’arcivescovo di Torino e di Susa, Cesare Nosiglia, ha titolato la lettera alla comunità dei fedeli per il Natale 2021.

“Il Natale ripropone, ogni anno, questo annuncio, – scrive l’arcivescovo – che suscita in tutti, credenti e non, un fascino particolare, come un fremito di gioia e di commozione che inonda il cuore. Perché Natale è una festa che, avendo al centro la nascita di un figlio, coinvolge tanti genitori e famiglie, che hanno provato questa intensa esperienza, ma anche tutti noi, in quanto ognuno è comunque figlio, che ha ricevuto il dono della vita dai propri genitori e da Dio, che ci ha creati”.

Proseguendo poi nella riflessione monsignor Nosiglia ci ricorda che “c’è dunque una realtà più grande in cui la nostra vita viene inserita; c’è una famiglia più grande, che ci accoglie nel suo seno; c’è una speranza più grande di quella di vivere bene su questa terra, che apre ad un futuro di gloria eterna. Il Natale invita a riscoprire e valorizzare questa realtà e a vivere nella Chiesa, che, come madre, ci ha generati alla fede e ci nutre incessantemente con la Parola, l’Eucaristia e l’amore, nell’unità di un solo Spirito”.

A conclusione della lettera l’arcivescovo invita le famiglie della diocesi a sostare in preghiera di fronte al presepe, celebrando con una benedizione la mensa e i figli.